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2 Torri: imperdibile!  //  Zero avversari per Alessandro Savi.

Di  ALESSANDRO RITAROSSI

“Vania Villa Team”

Come ogni anno, ci sono degli appuntamenti ai quali proprio non puoi mancare se sei veramente un amante incallito del ferro. Ci sono eventi che nascono, sia gare che fiere,  resistono qualche edizione, e poi purtroppo spariscono. Ma ci sono altre che più passa il tempo e più si consolidano. E questo è quello che succede alla classica  2 Torri, da molti ribattezzata ‘la gara delle gare’, autentica festa del body-building, tornata a Bologna, al Palazzo dei Congressi, gara molto rispettata e considerata dai grandi nomi della nostra disciplina. E’ domenica mattina, si comincia a sentire che l’inverno sta arrivando, faccio una colazione che sembrano due, mangio di tutto, però devo sbrigarmi perché alle ore undici arriva la mia ragazza col treno, quindi corro alla stazione S.M.N. di Firenze dove mi trovo per motivi di lavoro. Meno male che per strada non c’è nessuno, se faccio tardi la sentite voi…Tutto va liscio come l’olio, la vedo arrivare:’andato bene il viaggio?’ E lei:’non me ne sono neanche accorta, sto treno vola!’. Saliamo in macchina, più eccitati che mai, sembra che dobbiamo gareggiare noi, il motore sembra biturbo, anche l’alberetto magico è impazzito, profuma di mallo, navigatore alla mano, direzione Bologna. Un’oretta di autostrada e arriviamo:’se non era per lo zio Tom Tom stavamo pè arrivà!’. Di fronte al Palazzo c’è un grande parcheggio, così il problema auto risolto, oltretutto per l’occasione non è neanche a pagamento, altro problema risolto, e mi pare che questa nostra spedizione comincia con due note positive. Entriamo dentro, troviamo tanta gente, un’atmosfera elettrizzante, molti stand ben allestiti di integratori e abbigliamento delle marche più quotate. Scattiamo qualche foto con Lorena Cozza in ‘divisa’ della Anderson, molto in forma e sorridente, poi è la volta di una stupenda ed abbronzatissima Cristiana Casoni, in preparazione per le gare di febbraio in America così come un immenso Daniele Seccarecci, per un attimo distratti dal passaggio di una elegantissima Claudia Ferrarini. Usciamo fuori per mangiare qualcosa,cosa di meglio di una piadina romagnola! ‘…se non la fanno buona qua…’. Vicino a noi c’era un armadio a sei ante che di piadine se ne era mangiate un numero imprecisato…era Dusko Madzarovic, campione del mondo IBFA. Di lì a poco vediamo arrivare Vania Villa, in una forma splendida, come ai vecchi tempi, insieme a Gerardo Antonucci, fantastico ed affermato atleta con sua moglie Simona e figlioletto al seguito. Facciamo un giro dentro e ci incontriamo col direttore Amedeo Marsan, giusto due chiacchiere al volo perché impegnatissimo anche in veste di giudice di gara. Intanto apre la biglietteria, presa d’assalto, lunga fila, ma dopo una mezz’oretta ci dicono che è tutto esaurito! Non ci sono biglietti! ‘…capirai, e mo chi glie lo dice…ci siamo venuti anche da lontano…’. Resta fuori molta gente che continuano a passeggiare tra i numerosi stand, anche noi un po’ in preda allo sconforto. Un vero peccato arrivare a Bologna e poi non poter entrare. Dopo un paio d’ore, qualche acquisto e foto con i big anche del passato, vediamo un vero e proprio miraggio: spalancano le porte! Saliamo le scale a tempo da record, e con fare disinvolto ci intrufoliamo, ‘a Sa, stiamo dentro!’. Neanche finisco la frase che vengo urtato accidentalmente da un camion umano,è Gian Enrico Pica, che mi chiede scusa con una pacca sulla spalla provocandomi lo spostamento di un paio di vertebre…Ci riuniamo con Vania e gli altri che molto carinamente con un sms si erano preoccupati di dove fossimo, comunicandoci la loro esatta posizione. Il teatro è bellissimo, caldo, accogliente, le poltrone comode e confortevoli, visuale ottima, impianto stereo di ultima generazione, buone anche le luci, ma soprattutto il livello degli atleti sul palco altissimo. Gara condotta bene, senza perdite di tempo, lavoro molto difficile per i giudici ‘qua dovrebbero vincere tutti!’, esclama la mia dolce metà. Mi sono  piaciute molto le routine di Mara Besacchi, tornata dopo l’esperienza positiva nel power-lifting, preparata molto bene ma alla fine risulta solo sesta; di Cinzia Chiarenza, che ha esibito un numero di arti marziali con i nun chaku, tipo quelli che c’aveva abituato Bruce Lee nei suoi film; ma quella più bella, simpatica, spiritosa ed originale, ottenendo grande consenso dal pubblico, è stata quella di un imbattibile e qualitativo Alessandro Savi, un vero ‘concentrato’ di talento. Per chi non l’ha vista, immaginate la scena: entra in pedana rivolgendo a noi la schiena ma si nota subito qualcosa di strano, parte la musica e scalda il pubblico con qualche ‘doppio bicipite posteriore’, che si potrebbe intitolare la mia schiena, il tuo funerale, poi nel girarsi sembra sorpreso della nostra presenza e fa una chiara espressione di stupore accompagnata da un saltino all’indietro, come dire ‘anvedi chi c’è, com’è che ve sete messi qua? Vabbè, non vojo indagà’. In quel momento parte l’applauso della platea divertita anche dal look, visto che big Ale indossava cuffia e occhialetti da nuoto sotto le note della canzone di Allexjo, comico di Colorado Cafè  sono fico. Poi gli sono bastate alcune pose per fare suo anche il titolo assoluto, superando un enorme e sportivissimo Costantino Galeazzo, vincitore della categoria +95kg, reduce di un prestigioso decimo posto all’Arnold Classic Amateur. Ma big Ale la ‘chicca’ la sfodera nel pose-down per l’assoluto:  mentre Costantino stava facendo un most-muscolar testa a testa con un altro atleta, gli posiziona una bottiglietta d’acqua…em…si insomma, proprio lì, nel fondoschiena! Galeazzo si volta di colpo abbandonando subito la posizione sorpreso e molto divertito, scatenando l’ilarità dei presenti. Big Ale, ‘one man show’!. Alla fine dello spettacolo guardo Vania, volevo farle una domanda ma lei era assorta, incantata, quasi ipnotizzata, non mi avrebbe neanche sentito, ho letto nei suoi occhi una grandissima voglia di pedana, il suo richiamo con un pizzico di nostalgia, voglia di confrontarsi, di tornare agli splendori di un tempo, di tornare in vetta. Le poggio la mano sul braccio, sussurrando:’Vania, l’anno prossimo torniamo qui a tifare per te vero?’, e lei, con un’espressione molto più eloquente delle parole, mi risponde un vago ‘chissà, vedremo…’.  Appuntamento rimandato al 2T 2010, e questa volta non potete e non dovete mancare. Parola di ex bullo.

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