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La personalizzazione dell’autodifesa.

Il metodo globale di autodifesa M.G.A., di cui abbiamo parlato lo scorso numero, è stato concepito per adattarsi alle differenti età e condizioni fisiche dei praticanti, sia maschi che femmine.

Tuttavia la gradualità con cui vengono proposte le tecniche mira a fornire una precisa conoscenza delle singole possibilità fisiche e di attitudine mentale, poichè è proprio nella conoscenza dei propri  limiti e punti di forza che nasce la difesa personale.

Dopo tanti anni di insegnamento posso affermare che conoscendo l’indole psicologica, le capacità coordinative generali e specifiche di una persona è possibile dotarlo degli strumenti che gli consentano di  costruirsi un proprio sistema di autodifesa.

La personalizzazione della difesa personale si basa sulla necessità di ottimizzare la reazione ad un ipotetica aggressione, considerando che in tale circostanza  i livelli di adrenalina sono talmente elevati che solo i movimenti più semplici ci correranno in aiuto, quei movimenti che realmente appartengono al nostro corpo quanto alla nostra mente.

Mi rifaccio ad un concetto espresso dal Maestro Giancarlo Bagnulo, cintura nera 6° dan FIJLKAM e Presidente della Commissione Nazionale Metodo Globale Autodifesa:  “nell’M.G.A. si ottiene un tale livello di semplificazione da rendere le  tecniche, istintive approcciando una difesa rapida e puntuale, un po’ come accade con le regole della matematica o della grammatica, vanno utilizzate senza pensare, senza doverle prima richiamare alla mente. Per fare ciò è essenziale prima averle studiate e comprese perfettamente.”

Un esempio di come si può  sfruttare al massimo la fisiocinetica favorevole di una body builder dotata di ottima flessibilità, potenza ed esplosività muscolare, è rappresentato dalla tecnica che vado ad illustrare.

L’aggressione ipotizzata, è una di quelle che ricorrono più frequentemente nella statistica di cronoca nera, lo strangolamento al collo.

Nell’ipotetico scenario l’uomo afferra il collo della donna con la mano del braccio forte, solitamente la destra. Una presa del genere deve essere contrastata immediatamente, infatti, qualora sia effettuata con maestria  sugli anelli di cartilagine  della carotide provoca l’interruzione del flusso sanguineo al cervello. La perdita di conoscenza avviene nell’ordine di pochi secondi.

Nel caso più comune in cui la pressione sia effettuata anche sui tendini ed i muscoli del collo la perdita di conoscenza, per mancanza di ossigeno, avverrà in un tempo molto più lungo, diciamo qualche decina di secondi.

Vediamo come nella tecnica Vania Villa dia sfogo ad una reazione istintiva che è quella di portare subito le mani a difesa del proprio collo e ad afferrare il polso dell’aggressore, e mentre con la mano forte trattiene il polso dell’aggressore con il corpo si posiziona fuori dalla linea d’attacco e colpendo con forza il viso dell’uomo lo destabilizza.

Appoggiando il proprio peso sul polso dell’aggressore la donna incrementa lo squilibrio dell’aggressore, guadagna un sostegno per caricare un calcio e ruotando sul perno che si è creato può sferrare un calcio da sicuro k.o..

Ovviamente questa tecnica è stata pensata per Vania che riesce a caricare e sferrare il calcio con una potenza ed una velocità impressionanti. Una persona non dotata di una buona flessibilità del bicipite femorale e di una capacità di divaricazione delle anche potrà comunque optare per il più classico e sempre efficace “al basso ventre”.

Come vedete la difesa personale è una cosa semplice ma deve essere studiata con cura in un percorso che tenga conto della natura di ogni praticante. Frequentate un corso M.G.A.

nella vostra provincia, cercate una palestra affiliata alla FIJLKAM, e troverete tecnici qualificati e capaci di mostrarvi il vostro percorso.

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